Così un nuovo account passa dalla registrazione al primo segnale del widget. Il film qui sotto lo mostra sulla vera dashboard, senza audio e con brevi didascalie. Il testo che segue dice la stessa cosa a parole, quindi si può seguire anche senza avviare il film.
Il film in breve
Il film parte dalla pagina iniziale, registra un account, risponde all’assistente di configurazione e finisce quando la dashboard mostra che il widget si fa sentire. Gira su una pagina di prova con dati di esempio; nulla appartiene a un cliente reale. Non ha audio e non parte da solo.
Passo 1: creare l’account
La registrazione ha due schermate. Prima l’indirizzo e-mail e la spunta che conferma le condizioni, l’informativa sulla privacy e il contratto per il trattamento dei dati. Poi nome, azienda e password. L’indirizzo si conferma con il link nell’e-mail che inviamo; solo allora si può accedere.
Passo 2: dire all’assistente con che cosa è fatto il sito
L’assistente di configurazione si apre da solo. La prima domanda è «Con che cosa è fatto il Suo sito?» — WordPress, Next.js, HTML o altro — e poi che cosa esegue il server: PHP, Node.js, Python, Go o nessun backend proprio. Da lì in poi mostra solo il codice adatto al proprio ambiente. Con WordPress il plugin copre entrambe le metà in un solo passo.
Passo 3: creare la chiave e inserire il dominio
Due campi, e il secondo si compila da solo: il dominio del sito e un nome per la chiave, che vede solo lei. Si sceglie anche che cosa la chiave debba proteggere; si può cambiare più tardi. La chiave è legata al dominio inserito.
Passo 4: inserire il widget
Una riga di codice inserisce il widget nella pagina; l’assistente la mostra per il proprio ambiente. Si legga la nota accanto: il widget da solo mostra soltanto una valutazione. La protezione è completa quando anche il server controlla il risultato, e senza quel controllo chiunque può ancora inviare il modulo direttamente.
Passo 5: verificare che si faccia sentire
Si apra una volta nel browser la pagina con il modulo. L’assistente attende insieme a lei finché arrivano dati e poi accende «Il widget si fa vivo». La seconda spia, «Il server verifica il nonce», resta spenta finché il server non ha richiesto un verdetto; fino ad allora il modulo non è protetto. Confermare il dominio con un record DNS è facoltativo.
E poi
Dopo la verifica l’assistente chiede quali moduli proteggere e propone qualche piccola impostazione. Quando i visitatori raggiungono il modulo, come leggere il risultato mostra dove guardare nella dashboard.